Un pallido ricordo
E intanto l'Atalanta si è sbarazzata dell'Albinoleffe, condannandola probabilmente e impietosamente alla retrocessione, senza badare a concessioni né a convenienze furbesche... E conquisterà, altrettanto probabilmente, il primo posto finale in classifica, con relativo, sostanzioso premio (che non avrebbe certo danneggiato le casse societarie del Siena).
Stavolta non ha funzionato la regola dei saldi di fine stagione, nella quale molte gare vengono, per così dire, indirizzate su determinati risultati apparentemente sorprendenti, ma provvisti di una loro logica utilitaristica. In buona sostanza, dalle diverse motivazioni e dai differenti o coincidenti interessi di classifica, ne conseguono partite dall'esito scontato, quasi sempre con molte reti per "divertire" il pubblico e, soprattutto, per incrementare i tabellini delle reti segnate dai cannonieri più acclamati, con benefici effetti soprattutto per i loro futuri contratti.
Intendiamoci, tutto questo è comprensibile e non illegittimo. Alla Società era stato richiesto come obiettivo categorico il pronto ritorno della Robur in Serie A. La promozione è stata brillantemente conseguita e tutti noi siamo ovviamente grati ai giocatori bianconeri per l'esaltante galoppata (con qualche pausa per tirare il fiato) vincente; e alla dirigenza per l'eccellente lavoro svolto nella costruzione e gestione della squadra, che ha creato i presupposti per riportare di nuovo, dopo neppure un anno dal ruzzolone, la Robur nell'Olimpo pallonaro. Da parte nostra, non mancheremo di festeggiare l'evento, magari esponendo qualche bandiera in più da finestre e terrazze: nella città dei vessilli e del fortissimo senso di appartenenza, non è piacevole notare che, nella medesima città, sventola solo qualche decina di bandiere con i colori della balzana.
Dispiace semmai per quell'irriducibile gruppo di tifosi, disposto a sobbarcarsi centinaia di chilometri di trasferte per seguire la squadra, spesso con i disagi derivanti da orari di inizio gara fantasiosi ancorché remunerativi, con rientri ad ore più indicate per insonni nottambuli o frequentatori di discoteche. Dispiace perché, raggiunto finalmente l'obiettivo prefisso, in ogni incontro la logica ha prevalso e prevarrà sempre sulla nostra passione e sul nostro piacere di assistere ad una vera partita di calcio.
Che bella, però, quell'illogica e appassionante partita in cui, il 12 maggio 2008, la Robur conquistò un incredibile pareggio in casa dell'Inter, con il Meazza addobbato a festa e la tifoseria nerazzurra entusiasticamente pronta a festeggiare lo scudetto, pensando a una semplice passeggiata contro di noi. Quel giorno mi sono sentito veramente orgoglioso di essere un tifoso della Robur.
Al contrario, in occasione dell'incontro con il Varese (figurarsi con l'Albinoleffe) il sottoscritto, non uscirà di casa per andare allo stadio, per tifare la Robur, come ripete un recente refrain assai diffuso in curva. Non sarà certo bello, ma a me non piacciono le amichevoli o gli incontri di esibizione.
D'ora in avanti, il mio interesse principale sarà rivolto - finalmente - alla prossima campagna acquisti per la nuova esaltante avventura che ci attende nei palcoscenici d'èlite del calcio nazionale. Con Conte o senza.
Il Campionato di Serie B è già un pallido ricordo.
Vic




