Pecunia non olet
Non so perché, ma la partita di Novara mi ha ricordato in qualche dettaglio un Rondinella - Siena (eh sì, quelle erano le categorie da noi frequentate) di una trentina di anni fa, quando il centravanti - si chiamavano ancora così - della Robur Foglietti inventò un gol da quasi 40 metri, levando le braccia al cielo per poi... mettersele nei capelli. Per un quarto d'ora, la Rondinella si trasformò in una sorta di Real Madrid, creando una quantità industriale di occasioni da rete. Raggiunto il pareggio, calma piatta in campo.
Qualcosa del genere si è verificato anche recentemente ed è inutile ricordare gli episodi che tutti conoscono. Niente di illegale per l'amor del cielo. Solo che, quando un certo risultato soddisfa entrambe le compagini, o interessa a una sola di esse mentre l'altra non ha più stimoli particolari, non c'è nessuna convenienza a modificare lo stato delle cose. Non sarà il massimo della sportività, ma - non facciamo le mammolette - in tutto il mondo dello sport, le strategie per il conseguimento del risultato prevedono anche qualche piccolo "accorgimento", purché non palesemente illecito.
Ricordo, invece, un episodio assai meno accettabile. Durante i Campionati europei del 2004, Danimarca e Svezia, inserite nel girone dell'Italia, avevano a disposizione un solo risultato per passare il turno insieme, a danno proprio dei nostri azzurri: 2 - 2. Qualsiasi altro risultato avrebbe qualificato l'Italia. Casualmente, l'incontro finì 2 - 2 e, in quel caso, la celebrata onestà sportiva degli atleti scandinavi subì un piccolo appannamento, presto dimenticato. In quella occasione, il tacito accordo sfiorò l'ipotesi di vera e propria combine, presto caduta nel vuoto perché ovviamente indimostrabile.
Nella partita con il Toro, alla Robur sarà sufficiente un pareggio che anche agli avversari non spiacerà di certo. Quindi non arricciamo il naso se la vittoria - in ogni caso ben gradita se si materializzasse - non venisse conseguita o ricercata con veemenza agonistica. Ciò che conta sarà il punticino pesantissimo che consentirebbe di dare inizio ai festeggiamenti.
Ma, nel contempo, non scordiamoci neppure che sarebbe decisamente auspicabile giungere alla conclusione del campionato da primi della classe; non soltanto per l'orgoglio e la soddisfazione di aver terminato il torneo da capolista, ma anche perché ci sarebbero molti soldini in premio a disposizione del vincitore. E, come tutti sanno, pecunia non olet.
Vic




