Mercenari e Tardoni
Per la Robur il "mercato di riparazione" ben poco avrebbe potuto riparare in ogni caso, come è ben presto apparso evidente a tutti, per l'estrema difficoltà in cui si è trovato a operare il Presidente e i suoi collaboratori, non solo nella ricerca di atleti idonei a materializzare il "miracolo", ma, soprattutto, nell'ottenerne il consenso per il trasferimento in una squadra ultima in classifica, con molti problemi che mai come in questo caso hanno precisi ed espliciti riferimenti nell'individuazione delle responsabilità. In ogni caso, per garantire un reale salto di qualità ad una squadra smantellata e decomposta in estate, sarebbe stato necessario ricorrere a calciatori che militano magari nel Real Madrid o nel Chelsea.
Se proprio vogliamo rincorrere il miracolo, proviamoci con questi che abbiamo. Grazie al cielo (e - speriamo - alla ragionevolezza di Mezzaroma) si è evitato di ingaggiare costosissimi "mercenari a tempo molto determinato" o calciatori altrettanto costosi ma inservibili perché ormai avviati ad un rapido e inesorabile tramonto. In realtà, i nomi altisonanti favoriscono ricordi e suggestioni troppo spesso irrazionali e immotivate; ma alla verifica dei fatti, i risultati si rivelano sempre decisamente deludenti. Ci siamo scordati di splendidi trentacinquenni come, per restare al più recente passato, Candela, Riganò, Amoruso e, oggi, Fini? Ci mancava proprio l'agognato Corradi, ormai appartenente di fatto alla schiera di costoro? In genere, dopo i 32-33 anni iniziano a delinearsi i primi cedimenti nella qualità delle prestazioni di un calciatore. Ma, fatta salva la specificità dei ruoli (ad esempio, per un centrale di difesa di norma il termine si prolunga leggermente), è intorno ai 35 anni che un calciatore ha già esaurito non solo il periodo della piena maturità fisico-atletica, ma anche la fase iniziale del declino. Non si tratta solo di un calo nella tenuta atletica sui 90 minuti; si riducono drasticamente l'esplosività e la potenza muscolare, l'elasticità e la rapidità dei movimenti, l'accelerazione e i tempi di recupero dopo ogni scatto. Quindi, nessun rimpianto per il mancato ingaggio di mercenari e tardoni.
Lo staff dirigenziale e tecnico che certamente il Presidente sta già cercando di approntare per il futuro - se non altro, senza l'affanno della fretta - avrà il non agevole compito di allestire una squadra competitiva, miscelando sapientemente doti tecniche e risorse caratteriali, calciatori giovani ma non acerbi e calciatori esperti ma non logori. Ma soprattutto fortemente motivati, per poter trasformare un gruppo di bravi giocatori in qualcosa di simile ad un'orchestra, secondo un paragone tanto caro ad Arrigo Sacchi. A maggior ragione, nella malaugurata ipotesi della retrocessione nella serie cadetta, dove sono praticamente assenti quei fuoriclasse che con una giocata possono risolvere da soli una partita e dove un collettivo armonioso e sapientemente costruito può davvero "fare la differenza" rispetto ad altre compagini accreditate, sulla carta, di un tasso tecnico superiore.
Sarà dovere di ogni tifoso sostenere Massimo e Valentina e tutto lo staff tecnico nella difficile opera di ricostruzione della Robur, permettendo loro di operare con la massima serenità ed efficacia possibile.
Ma vigilando - stavolta sul serio, senza ingenui consensi affrettati - che certi "errori" commessi dall'illustre tifoso romanista dal volto simile ad un idolo olmeco e un cuore degno di Shylock, non vengano ripetuti.
Vittorio




