Ma cosa prevede il progetto del Siena?
Archiviata (amaramente) la prima del 7° Campionato di Serie A della Robur, mi pare opportuno proporre alcune riflessioni personali sulla nuova avventura sportiva che ci attende.
La rosa allestita quest'anno non mi soddisfa molto: temo proprio che il tasso tecnico della nostra squadra risulti decisamente peggiore rispetto a quello che lo scorso anno ci aveva garantito una tranquilla salvezza. E qui di seguito ne elenco i motivi:
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sono partiti molti (troppi) elementi di sicuro valore tecnico oltre a quelli ragionevolmente preventivati, rimpiazzati da calciatori non sempre da considerarsi "di categoria". Prova ne è che quattro riserve (stimatissime, ma sempre riserve) sono state promosse titolari, anche in ruoli di fondamentale importanza;
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sono partiti molti (troppi) elementi di grande personalità e carisma oltre a quelli ragionevolmente preventivati, veri leaders in campo e nello spogliatoio, sostituiti da calciatori che, dalle panchine che frequentavano spesso, tali qualità non potevano dimostrare di possedere in ugual misura;
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sono partiti molti (troppi) elementi nel pieno del vigore fisico/atletico oltre a quelli ragionevolmente preventivati, sostituiti da calciatori che, per opposti motivi anagrafici, tale prestanza non possono garantire: ad esempio, i centrocampisti titolari (3 su 4), che negli schemi di Giampaolo svolgono un compito decisamente oneroso, hanno oltrepassato i 33 anni e Fini ne ha già 35;
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sono partiti molti (troppi) elementi titolari fissi oltre a quelli ragionevolmente preventivati, rimpiazzati da calciatori che riserve erano nelle squadre di provenienza, e riserve continuano ad essere con Giampaolo;
E' vero che la Società ha realizzato - pare - una plusvalenza di oltre 10 milioni di euro con il ricavato delle suddette cessioni. Sarà anche vero, come sostenuto autorevolmente da storici tifosi dotati di grande esperienza e abilità dialettica oltre che di profonda passione per i colori bianconeri, che esiste un "Progetto del Siena" finalizzato a "permettere alla Robur di restare nell'èlite del calcio, rivolgendo un occhio al bilancio e l'altro al risultato sportivo". Ma non è forse vero che - pur con le ovvie considerazioni sulle dimensioni cittadine - il Siena può contare su un ricavo da sponsor di maglia e naming rights dello stadio Franchi che la colloca al quarto posto assoluto tra gli sponsor della serie A? Non è forse vero che - sulla base della medesima tabella di fonte Fedelissimi del 12.05.2008 - squadre come, ad esempio, la Fiorentina fruisce di quasi la metà di tale finanziamento, la Sampdoria quasi 1/4, il Palermo 1/7 e il Cagliari meno di 1/10?
Non sarà, quindi, che per tener fede al "Progetto del Siena", ogni anno dovremo cedere giocatori per raggiungere cifre del genere, con la speranza non solo di trovare tra le giovani promesse uno Zuñiga all'anno, ma anche con la ulteriore necessità di dover cedere i tre-quattro elementi migliori?
Non sarà che, se si continuerà con questo sistema di smantellamento e gioco d'azzardo (scambiare banconote di valore certo con tagliandi della lotteria), il "Progetto del Siena"si concluda nel modo che nessuno vuole neppur concepire, proprio alla vigilia dell'anno della spalmatura dei diritti Sky?
Mi sono deciso a scrivere dopo appena una partita, tra l'altro proibitiva e dall'esito quasi scontato, non per amor di polemica impulsiva e litigiosa: è una prerogativa che non mi appartiene. Penso solo che, forse, siamo ancora in tempo ad intervenire sul mercato estivo per correggere precedenti errori. In realtà, la campagna acquisti è stata quasi delegittimata e mi preoccupano moltissimo le affermazioni del Presidente Stronati che nega che si possa procedere ad ulteriori interventi sul lato degli acquisti, ma semmai lascia intravedere la possibilità di nuove importanti operazioni sul lato delle cessioni. Sento un brivido freddo correre lungo la schiena.
In ogni caso, mi piacerebbe leggere qualche commento, con argomentazioni pacate e con intento costruttivo, al fine di proporre un dibattito e un confronto tra persone, che magari la pensano in modo assai diverso dal mio, ma accomunate dall'antico attaccamento e dalla grande passione per la nostra amata Robur.
Vittorio Rossetti




