Le ali di Icaro
Ad appena un ottavo del cammino, le vittorie con Atalanta e Piacenza non possono certamente essere considerate determinanti per delineare nettamente le gerarchie del campionato. Ma, ritengo, abbiano indicato una tendenza che, come suggerisce l'esperienza e qualche dato statistico, già possono fornire alcune indicazioni interessanti.
Negli ultimi sei campionati di serie B (a 22 squadre) le sconfitte subite dalle prime due squadre promosse sono quasi sempre risultate intorno a 5-7 al massimo. In questo senso, che all'inizio del campionato la Robur si trovi già in testa alla classifica e senza sconfitte, nonostante l'indubbio valore degli avversari incontrati, è significativo e di assoluto buon auspicio. Inoltre, l'ottima indicazione riguardante le reti segnate e, soprattutto, quella relativa alle reti incassate - bisognerebbe restasse al di sotto (meglio molto al di sotto) della media di un gol a partita - appare coerente con l'esito finale delle compagini risultate poi promosse.
Gli stessi dati esprimono con chiarezza la difficoltà in cui si dibattono formazioni ritenute in partenza tra le favorite, come il Torino o il Livorno: aver perso già 2-3 partite su 6 indica che il massimo risultato cui potranno ambire sarà il raggiungimento dei play-off.
Discorso del tutto diverso invece per alcune squadre decisamente agguerrite nella corsa ai famosi due posti/promozione. Tra queste scelgo il Novara, formazione che, come si suol dire, "gioca a memoria", con automatismi perfettamente collaudati, che in attacco può schierare elementi di grande valore e implacabili sotto porta, ad iniziare da Bertani. Se non crollerà alla distanza - ma qualcosa mi dice che non avverrà - si rivelerà concorrente assai temibile per noi. L'Atalanta resta a mio parere l'altro competitor decisamente pericoloso, anche se leggermente più staccato in classifica e con qualche difficoltà in fase realizzativa. La rosa si è confermata di prim'ordine e difesa e centrocampo sono garanzia di solidità e qualità da categoria superiore.
Il Siena è indubbiamente forte, molto forte. I nostri giocatori sono tra i migliori della categoria in ogni reparto, la rosa è ampia, gli attaccanti micidiali. Ma dobbiamo ancora migliorare, ad evitare quei pericolosi momenti di stasi che anche a Piacenza ci hanno creato qualche turbamento; dobbiamo "chiudere" le gare con maggiore cinismo e cedere meno il "pallino" all'avversario. Ne abbiamo tutte le potenzialità in virtù di un tasso tecnico decisamente superiore.
Dobbiamo migliorare perché i bianconeri devono assolutamente raggiungere i primi due posti in graduatoria. Con ogni probabilità arrivare terzi equivarrebbe ad arrivare sesti: giocarsi la promozione in quattro partite - e a quel punto Torino, Livorno, Empoli o altre squadre rivelazione tornerebbero ad essere avversari insidiosi - significherebbe esporsi pericolosamente alla roulette delle sfide ad eliminazione diretta. Può essere un finale di stagione eccitante, ma "c'è da rimanerci male" come si dice dalle nostre parti.
In Serie B si vince più spesso, è vero. Ed è piacevole. Ma una vittoria a Piacenza o con l'Albinoleffe, con tutto il rispetto del caso, può essere paragonabile all'ebbrezza che ti provoca una sfida nel Derby?
Attenuiamo, allora, i toni già quasi trionfalistici che sto sentendo e leggendo da qualche parte: la strada è lunga e non è ancora tempo di imbracciare ali di cera e svolazzare troppo in alto per i cieli. Non mi pare che quella di Icaro si sia rivelata una buona idea.
Ma allo stesso tempo mi pare che, pur restando con i piedi ben ancorati a terra con il prudente realismo che è sempre necessario in questi casi (e del quale, il sottoscritto non ha mai lesinato il dosaggio), già da adesso si possa delineare un futuro decisamente "incoraggiante" per i nostri beniamini. Tutto questo proprio per il conforto che i dati statistici (e un pizzico di esperienza) possono fornire a supporto di una tesi che determina una personale convinzione da custodire prudentemente nel cuore.
Quella di tornare dopo un solo anno in Paradiso.
Vic




