Il cilindro di Perinetti
La sfortunata gara persa con l'Inter non deve certamente destare particolari preoccupazioni e antichi timori, ma servire da monito e conferma che la lotta per la salvezza sarà dura. Altro che parte sinistra della classifica.
Certo, questo non è il Siena disastrato di due anni fa. Però, pare che quest'anno siano pochissime le squadre non competitive; e meno che mai lo sono molte di quelle che si trovano dietro a noi in graduatoria, protagoniste di una falsa partenza, ma con le carte in regola per risalire rapidamente la corrente verso posizioni di maggiore tranquillità.
La partita con l'Inter è stata ben condotta, esibendo una prova piena di orgoglio e sagacia tattica e rendendo praticamente ininfluente il 65% di possesso palla da parte degli avversari. D'altro canto, nemmeno un tiro è stato scagliato verso la porta nerazzurra e Julio Cesar non ha dovuto eseguire neppure una parata. E, in questa categoria e con certi avversari, è quasi impossibile puntare o confidare sul risultato a reti bianche: al minimo errore la punizione è impietosa e non lascia scampo.
La squadra è sicuramente ben attrezzata, ha una difesa all'altezza e un eccellente centrocampo, mentre qualche problema si può riscontrare - come ripetutamente sottolineato - solo nel reparto d'attacco. Nelle 12 gare fin qui disputate, dei 14 gol segnati (11 in casa) 9 sono stati siglati in sole 3 partite giocate al "Franchi" e gli avversari si chiamavano Cesena, Lecce e Chievo. Ciò sta a significare che abbiamo concrete possibilità di arrotondare il punteggio se riusciamo ad andare in vantaggio (anche se, ad oggi, è successo solo con formazioni di mediocre livello), mentre non risultiamo altrettanto prolifici ed efficaci con formazioni superiori o pari alla nostra sul piano tecnico.
In trasferta poi, sono state soltanto 3 le reti segnate (media 0,50 a incontro), terzo peggior risultato dopo il Cesena e i derelitti viola, e a pari merito - incredibile a dirsi - con l'Udinese. Inoltre, con la casella di vittorie esterne vuota, siamo rimasti solo noi, i soliti derelitti viola e il Novara.
Intendiamoci - e mi secca doverlo ripetere in continuazione - queste non sono critiche del solito incontentabile, che è invece piuttosto contento del rendimento della squadra, ma dati espliciti che dovrebbero contribuire ad attenuare i toni tuttora un tantinello trionfalistici di molti commentatori delle vicende bianconere.
Ciò che appare evidente è che qui manca almeno un attaccante di livello, un finalizzatore cinico e opportunista. A meno che non si speri che a risolvere i problemi offensivi della Robur ci pensino il giovane pargolo Destro o l'ottimo Calaiò, che quest'anno probabilmente incornicerà la sua migliore annata in carriera, ma non sarà mai un vero cannoniere, né cinico né opportunista. Per Larrondo, forse sarebbe opportuna un'esperienza in una formazione di Serie B di alta classifica, dove potrebbe giocare con continuità e dimostrare le sue qualità ancora non espresse compiutamente. Riguardo a Gonzalez... forse la Serie A non è la sua dimensione.
Essendo ben coscienti dei limiti e dei vincoli di cassa societari, sappiamo che il "goleador" agognato non potrà essere, ahimé, l'antipaticissimo ma bravissimo Ibrahimović, come ironizzava il bravissimo, ma un po' permaloso DS Perinetti; e non potrà essere neppure gente del tipo di un Bianchi o un Quagliarella perché discretamente carucci anch'essi, mentre di costosi plantigradi del modello di Toni non sappiamo cosa farcene.
Chissà che Perinetti, nel mercatino post-natalizio, non riesca a tirar fuori dal cilindro una bella sorpresa per noi tutti. Evitando magari il solito coniglio bianco.
Vic




